Il “nonno umano” di Paco 👴

Questa non è soltanto la storia di Paco, ma anche quella di 8 anni della mia vita. Forse i più significativi, sicuramente quelli che ricordo come i più belli, i più intensi, quelli dove sono accadute le cose più significative per me. Vorrei inoltre ricordare qui anche mio padre, purtroppo anch’esso portato via da un tumore 😢

Non ebbi mai un buon rapporto con mio padre, e per vicissitudini passate di fatto ci togliemmo la parola e ci allontanammo diverse volte. Fu proprio Paco a farci riavvicinare, per ben due volte. La prima quando lo adottai, nel 2010, perché papà mi vidde in strada con questo cagnone grande e ne fu incuriosito. Mi disse che “aveva gli occhi umani”.

A seguito di screzi ci allontanammo nuovamente io e mio padre. Nel 2016 Paco aveva già iniziato la chemioterapia, ero senza lavoro, avevo dato fondo a tutti i risparmi e avevo lanciato una colletta. Volle contribuire anche mio padre, informato da mia madre. La prima volta che lo incontrai volli ringraziarlo, pensai inoltre che gli avrebbe fatto piacere rivedere Paco e sapere che nonostante tutto stava benino.

Con papà e Paco facemmo anche delle belle passeggiate, fu un bel periodo almeno finché stette bene Paco e finché stava ancora bene papà…

 

Insegnare ai cani a dare la zampa 🧑‍🎓

Durante le mie peregrinazioni per capire come aiutare Paco, dopo essere stato abbandonato dal primo centro cinofilo e aver rinunciato a imbottire Paco di psicofarmaci, tentai ancora con diversi educatori e istruttori cinofili.

Ne conobbi alcuni formatisi in S.I.U.A. Scuola di Interazione Uomo Animale, mi proposero un approccio molto differente da quello del mettere e forzare il cane nel problema, ma suggerivano anzi di evitare situazioni che avessero potuto spaventare Paco e che di conseguenza anche la relazione ne avrebbe giovato.

 

Dopo un periodo di risultati (e assicuro che già il non essere morso e il vedere il cane concentrato su qualche attività o sull’ambiente esterno senza ansie e paure, erano già dei gran risultati) mi incuriosii su questa scuola. Nel 2013 decisi di iscrivermi al corso da Educatore Cinofilo, il corso EC43 a Torino.

 

Inizialmente non fu facile, permettevano di portare i propri cani purché normo-comportamentali e purché non notassero disagio. Di fatto un cane fobico non potei portarlo. Il corso fu comunque interessante e mi diede occasione di conoscere parecchie persone in gamba in ambito cinofilo, sia fra gli allievi che gli insegnanti. Inoltre apprezzavo la filosofia della scuola e del Prof. Roberto Marchesini.

 

Per varie vicissitudini e incomprensioni con i tutor, mollai il corso. Feci però tesoro delle competenze acquisite e continuai a usarle con Paco. I risultati c’erano, Paco era un cane sempre più educato, camminava senza tirare al guinzaglio, ascoltava, mi guardava, iniziava a imparare una serie di esercizi attività evolutive. Nel 2015 decisi di proseguire, mi iscrissi nuovamente e proseguii con il corso EC79. E portai anche Pacone! Anche questa fu occasione di nuove conoscenze, e finalmente riuscii a diplomarmi come Educatore Cinofilo.

 

Il corso senza dubbio non era economico, il periodo per me non era dei più propizi ne dei più felici. Spesso chiedevo aiuto a mia madre, lei di questo corso non è che fosse propriamente entusiasta: lo vedeva come un corso costoso dove “insegnavano ai cani a dare la zampa”.

Successivamente, nel 2017, mi iscrissi anche al corso per Istruttore Cinofilo, il corso IC17. Paco era già malato, ma quando iniziai il corso stava ancora bene. Lo portavo, lui si acciambellava tranquillo sotto il banco e dormiva, talvolta solo, talvolta in compagnia di Tulcea, uno dei cani della mia compagna di banco Silvia. Purtroppo Pacone non arrivò a fine corso.

Sono contento di aver fatto questi corsi non soltanto per le competenze acquisite, per la soddisfazione di aver ottenuto risultati con Pacone e di averlo portato al corso, ma anche per le persone che ho conosciuto e con le quali sono rimasto ancora in contatto.

Don Giovanni 🐾

Pacone era un gran corteggiatore, non perdeva occasione per fare il filo a tutte le canette che conoscevamo. Era un vero Don Giovanni, mai insistente, mai volgare; corteggiava le femmine con baci dietro le orecchie, con nasate delicate o poggiando il mento dietro la schiena. Le tentava tutte e non demordeva, non si faceva scoraggiava da qualche abbaio o qualche morso.

 

 

 

Aveva anche delle preferenze, aveva un debole per le labrador scure e per le CLC, ma non disdegnava le PT.

 

 

E quando poteva corteggiare più femmine contemporaneamente… perché no!

 

 

 

Melatonina e Thundershirt 👕

Dopo gli svariati insuccessi con veterinari comportamentisti, educatori e istruttori, avevo deciso di non rivolgermi più a figure professionali. Faceva eccezione la nostra bravissima veterinaria, Simona, che ci aiutava come poteva nei limiti delle sue possibilità e anche oltre.

Mi stavo anche chiedendo se non fosse stato il caso di dare via Paco. Non volevo rimandarlo in canile ne avrei desiderato mandarlo presso situazioni di fortuna. Era un cane fobico, aveva reazioni di lotta o fuga, poteva anche arrivare a mordere ma gli volevo bene e pensavo meritasse qualcosa di più.

Non ho voluto arrendermi, ho continuato a documentarmi sulle paure, le fobie, le ansie nei cani e su come venirne a capo o almeno poterci convivere. Avevo sentito parlare della Thundershirt, una maglietta che in teoria avrebbe dovuto tranquillizzare il cane e il cui uso era previsto proprio per le fobie ai rumori. Ero scettico e all’epoca la Thundershirt non era facilmente reperibile, andava ordinata direttamente dagli USA e non era economica. Volli provare, d’altra parte Pacone si faceva vestire qualsiasi cosa senza problemi.

Inoltre chiuso il discorso psicofarmaci, ero alla ricerca di qualcosa di naturale che potesse aiutare Paco e che non avesse effetti collaterali. Iniziai a provare tutti i prodotti nutraceutici, omeopatici e fitoterapici che avevo scoperto. DAP, fiori di Bach, derivati delle proteine del latte infine la melatonina. Procedevo in modo quanto più “scientifico” mi risultasse possibile, provando un principio per volta per settimane, cercando di capire se c’erano cambiamenti nelle reazioni di Paco ad esempio durante i temporali. Nessun cambiamento, finché non iniziai a dare a Paco la melatonina. Fino ad alcuni anni orsono si trovava in libera vendita come integratore a dosaggi molto più alti degli attuali, per Paco trovavo delle compresse da 5mg ad uso umano (per conciliare il sonno).

Finalmente fra Thundershirt e melatonina iniziavo a vedere i primi effetti. Con ostinazione sono andato avanti per mesi e pian piano iniziavo a notare che Paco, durante i temporali, non andava in panico subito ma dopo un po. Aveva iniziato a non anticipare i temporali e poi ad andare in panico magari al secondo tuono anziché al primo. Quei pochi minuti che tanto bramavo: iniziai a sfruttarli per fargli fare delle piccole ricerche olfattive spargendo dei bocconcini in terra poi usando la palla labirinto o nascondendo del cibo per casa e chiedendogli di cercarlo. Queste attività erano sempre più lunghe, avevo iniziato a non chiuderlo più in kennel e lui magari tremava ma non scappava come più come una palla impazzita per tutta la casa.

Contro il parere di tutti, mi ero convinto che ormai la strada fosse in discesa e che Paco potesse totalmente superare le sue paure. Ci ho messo ben tre anni, ma eravamo arrivati a poter uscire sotto il temporale. Paco ignorava rumori di ogni tipo, botti compresi. Non lo portavo più in pensione a capodanno e lui era tranquillo. Iniziai anche a poterlo lasciare sciolto, anche in città, senza temere che potesse scappare.

Finalmente Paco era un cane sereno e lo ero anche io. Ero felicissimo dei risultati – anche e soprattutto perché li avevo ottenuti da solo – ed ero felicissimo di Paco e di aver voluto tenere Paco.

Nemiciamici ⚔️

Anni prima di adottare Pacone, frequentavo il Wild Fangs forum, un forum dedicato all’omonimo fumetto ma che conteneva anche temi inerenti i canidi, la cinofilia e molto altro. Collaboravo con questo forum, scrivevo nelle sezione Real canines. Su questo forum conobbi molti proprietari di cani fra cui Francesca “Kooma”.

Quando io adottai Paco, Kooma aveva da poco adottato Tucson, un giovane mix CLC. Decidemmo di far conoscere i cani e così con Kooma restammo amici. Mentre Paco e Tucson restarono… nemiciamici 🙂

 

Li facemmo conoscere la prima volta nell’area cani del Giardino Luigi Firpo e andò tutto bene, sostanzialmente si ignoravano e tolleravano. Poi andammo a casa mia dove, vuoi per inesperienza, vuoi che fosse presto per portare Tucson a casa di Paco, i due si azzuffarono.

 

Tutto iniziò perché Tucson andò a bere dalla ciotola di Paco e fin qui non sarebbe successo nulla. Solo che Tucson decise di impossessarsi delle sue ciotole… questo gesto fece arrabbiare Pacone il quale montò su Tucson e i due iniziarono ad azzuffarsi e mordersi per tutta la casa, tanto da far volare le sedie in terra. Per fortuna io e Kooma mantenemmo il sangue freddo e separammo i cani senza danni per noi e per loro e riuscimmo anche a farli riavvicinare dopo poco tempo.

A parte quell’episodio, nel corso degli anni è capitato molte di volte di fare passeggiate con Paco e Tucson, li ho anche fatti camminare accanto al guinzaglio, così come è capitato che Tucson venisse a trovarci a casa.

Mentre Tucson per Paco è sempre stato il benvenuto in casa, lui non ha mai dimenticato di essere stato montato e ha sempre guardato Paco con un misto di sospetto e timore, mantenendo sempre le adeguate distanze 🙂