Aniu, la mamma di Balto! 🐺

Aniu, come la lupa bianca mamma di Balto! Eh si, proprio Balto il cane da slitta della corsa del siero, o meglio quella della serie animata della Amblimation. Conobbi Corinna “Aniu” sul Wild Fangs Forum e penso sia una delle persone con più cose in comune che abbia mai conosciuto. Restammo grandi amici e grazie a Paco avemmo occasione di trovarci anche di persona, anche perché tenevamo a conoscere i reciproci cani. Infatti cani (e più in generale canidi) sono tutt’ora l’argomento principe delle nostre conversazioni! E penso sia la persona che conosco che più ho subissato allietato raccontandole continuamente di Paco.

Venne appositamente a trovarci a Torino con i suoi cani di allora, Botolo il JRT e Vesta la PMA. Furono tre giorni divertenti… forse un po meno per Botolo… il quale venne corteggiato per tutto il tempo da Paco! Per qualche motivo lo corteggiava come fosse una femmina, con nasate sulla schiena e bacini dietro le orecchie. Fu tutta da ridere!

A Corinna “Aniu” va tutta la mia gratitudine per avermi sopportato sostenuto nei momenti difficili con Paco ed essersi sempre prodigata!

Cani focati ovunque! 🦮

Fra le persone che ho conosciuto grazie a Paco e sono poi rimasto in amicizia, c’è Alice. Compagna del corso SIUA EC43, portava la sua prima Hovawart, Eevee, si chiamava proprio come l’omonimo Pokemon!

Una delle persone con meno cose in comune che abbia mai conosciuto, con idee diametralmente opposte alle mie! Entrambi ci chiediamo come facciamo a essere amici, tuttavia trovando sempre qualche motivo. Ai tempi di Paco, Alice aveva due Hovawart, due cani guardiani, grandi quanto Paco e soprattutto focati come Paco. E io non potevo che andare matto per i cani focati, specie se andavano d’accordo con Paco!

 

Spesso Alice mi è stata di supporto durante la malattia di Paco, abbiamo fatto passeggiate in città e escursioni con Paco, Fred e Eevee. E andavo presso la sua pensione per cani del tempo a Givoletto per anche per festeggiare il baucompleanno di Paco.

Non sono mancate occasioni per altre feste, come quella del Kukur Tihar nel 2016! E chi mai sarebbe stato matto quanto me, a permettermi di colorare e agghindare anche i suoi cani!?

Fu una giornata memorabile, tanto che poi la situazione con i colori (NDR: alimentari, per torte!) sfuggì di mano 😂

 

 

Ladro di coccarde 🏅

Nel settembre del 2014 la mia amica Corinna “Aniu” mi disse che, con la sua cagnona dei tempi, Herta, avevano superato la prova CAE-1. Si tratta del test di controllo dell’affidabilità e dell’equilibrio psichico per cani e padroni buoni cittadini. Quello che oggi verrebbe definito “patentino”.

Mi incuriosii, mi informai, e di punto in bianco e senza alcuna preparazione mi iscrissi anche io alla prova. Avevo lo sfizio di mettere alla prova i risultati ottenuti con Paco. Non mi importava se avessi superato la prova e con che punteggio, al limite avrei riprovato.

Mi iscrissi tramite il Centro Cinofilo Idefix, andai a fare la prova al parco del magnifico Castello di Masino. Fu più facile di quel che pensavo e superammo la prova con un buon punteggio. Pacone si guadagnò una bella coccarda e io l’attestato e il tesserino CAE-1.

Ero contento perché fino a qualche anno prima, con Paco sempre terrorizzato, sarebbe stato impensabile.

Inoltre Pacone partecipavamo sempre alla Tre giorni a sei zampe, evento dedicato ai cani che veniva svolto ogni anno a Torino. All’interno di questa manifestazione c’era sempre una sfilata di meticci, e Pacone otteneva sempre questi attestati. Anche queste erano piccole cose, ma per me erano soddisfazioni!

Aiuto, mi hanno clonato il cane! 🧬

Non ho mai dato importanza alle razze dei cani, e chiaramente ho sempre pensato a Paco come un meticcio, senza particolari attinenze con una razza o l’altra. Quello che nel mondo anglosassone sarebbe definito “supermutt”. Un cane fantasia.

Un giorno di ritorno dalla passeggiata al Valentino mi fermò un signore, mi chiese guardando ammirato Paco “E’ un Beauceron?”. Un termine francese, difficile da pronunciare. Risposi che non sapevo di che parlasse, lui mi spiegò di essere figlio di allevatori di questa razza francese e che, secondo lui, Paco doveva proprio essere un Beauceron. Spiegai che per me era un meticcio, che lo avevo adottato in canile, che nulla poteva aver a che fare con gli allevamenti. Lui insistette, in ogni caso di ritorno a casa già avevo dimenticato il termine… mi chiedevo “…come lo ha definito, bau-che???”.

Per qualche tempo, non ci pensai più. Un giorno andai al pratone del Valentino dove lasciavamo sgambare liberi i cani… lascio Paco libero e… non vedo un cane quasi identico, una sorta di clone di Paco!? Fu così che conoscemmo Tony quando era cucciolo, questa somiglianza mi incuriosì e così chiesi che cane fosse. Il proprietario disse che era un Beauceron o cane da pastore di Beauce. Questa volta me lo scrissi, perché volevo capirci qualcosa, questa storia diventava sempre più assurda.

Iniziai a pensare che Paco potesse essere un mix di Beauceron. A quei tempi frequentavo Flickr, un sito di fotografia. Pubblicavo molte foto di Pacone e seguivo i profili di altri proprietari di cani. Proprio li mi imbattei in unә ragazzә francese, Alvina, che aveva proprio una Beauceron di nome Helfy.

Ecco che si palesava nuovamente quella incredibile somiglianza. Scrissi ad Alvina, mi feci raccontare di Helfy e di questi pastori de la Beauce e mi resi conto che anche caratterialmente c’erano tantissime coincidenze! Per me non cambiava nulla, e poi Pacone era più bello di tanti Beauceron “veri” 🙂

Sono sempre rimasto in contatto con Alvina, e guardare le foto e i video di Helfy mi commuove sempre, mi sembra di rivedere Paco.

 

Insegnare ai cani a dare la zampa 🧑‍🎓

Durante le mie peregrinazioni per capire come aiutare Paco, dopo essere stato abbandonato dal primo centro cinofilo e aver rinunciato a imbottire Paco di psicofarmaci, tentai ancora con diversi educatori e istruttori cinofili.

Ne conobbi alcuni formatisi in S.I.U.A. Scuola di Interazione Uomo Animale, mi proposero un approccio molto differente da quello del mettere e forzare il cane nel problema, ma suggerivano anzi di evitare situazioni che avessero potuto spaventare Paco e che di conseguenza anche la relazione ne avrebbe giovato.

 

Dopo un periodo di risultati (e assicuro che già il non essere morso e il vedere il cane concentrato su qualche attività o sull’ambiente esterno senza ansie e paure, erano già dei gran risultati) mi incuriosii su questa scuola. Nel 2013 decisi di iscrivermi al corso da Educatore Cinofilo, il corso EC43 a Torino.

 

Inizialmente non fu facile, permettevano di portare i propri cani purché normo-comportamentali e purché non notassero disagio. Di fatto un cane fobico non potei portarlo. Il corso fu comunque interessante e mi diede occasione di conoscere parecchie persone in gamba in ambito cinofilo, sia fra gli allievi che gli insegnanti. Inoltre apprezzavo la filosofia della scuola e del Prof. Roberto Marchesini.

 

Per varie vicissitudini e incomprensioni con i tutor, mollai il corso. Feci però tesoro delle competenze acquisite e continuai a usarle con Paco. I risultati c’erano, Paco era un cane sempre più educato, camminava senza tirare al guinzaglio, ascoltava, mi guardava, iniziava a imparare una serie di esercizi attività evolutive. Nel 2015 decisi di proseguire, mi iscrissi nuovamente e proseguii con il corso EC79. E portai anche Pacone! Anche questa fu occasione di nuove conoscenze, e finalmente riuscii a diplomarmi come Educatore Cinofilo.

 

Il corso senza dubbio non era economico, il periodo per me non era dei più propizi ne dei più felici. Spesso chiedevo aiuto a mia madre, lei di questo corso non è che fosse propriamente entusiasta: lo vedeva come un corso costoso dove “insegnavano ai cani a dare la zampa”.

Successivamente, nel 2017, mi iscrissi anche al corso per Istruttore Cinofilo, il corso IC17. Paco era già malato, ma quando iniziai il corso stava ancora bene. Lo portavo, lui si acciambellava tranquillo sotto il banco e dormiva, talvolta solo, talvolta in compagnia di Tulcea, uno dei cani della mia compagna di banco Silvia. Purtroppo Pacone non arrivò a fine corso.

Sono contento di aver fatto questi corsi non soltanto per le competenze acquisite, per la soddisfazione di aver ottenuto risultati con Pacone e di averlo portato al corso, ma anche per le persone che ho conosciuto e con le quali sono rimasto ancora in contatto.