Cani focati ovunque! 🦮

Fra le persone che ho conosciuto grazie a Paco e sono poi rimasto in amicizia, c’è Alice. Compagna del corso SIUA EC43, portava la sua prima Hovawart, Eevee, si chiamava proprio come l’omonimo Pokemon!

Una delle persone con meno cose in comune che abbia mai conosciuto, con idee diametralmente opposte alle mie! Entrambi ci chiediamo come facciamo a essere amici, tuttavia trovando sempre qualche motivo. Ai tempi di Paco, Alice aveva due Hovawart, due cani guardiani, grandi quanto Paco e soprattutto focati come Paco. E io non potevo che andare matto per i cani focati, specie se andavano d’accordo con Paco!

 

Spesso Alice mi è stata di supporto durante la malattia di Paco, abbiamo fatto passeggiate in città e escursioni con Paco, Fred e Eevee. E andavo presso la sua pensione per cani del tempo a Givoletto per anche per festeggiare il baucompleanno di Paco.

Non sono mancate occasioni per altre feste, come quella del Kukur Tihar nel 2016! E chi mai sarebbe stato matto quanto me, a permettermi di colorare e agghindare anche i suoi cani!?

Fu una giornata memorabile, tanto che poi la situazione con i colori (NDR: alimentari, per torte!) sfuggì di mano 😂

 

 

Linfoma 🦠

Nel 2015 andava tutto meravigliosamente bene e speravo potesse proseguire così per sempre. Paco iniziava a essere anzianotto ma era in forma, faceva ancora salti da fermo di un metro per salire in un solo balzo sul tavolino dell’area cani. Ero riuscito a portare a termine il corso SIUA con Paco ed ero appena diventato Educatore Cinofilo. Avevo conosciuto di persona la mia amica Corinna “Aniu” e i suoi cani. Paco era finalmente diventato un cane felice, affidabile, potevo lasciarlo libero, con l’auto andavamo dove volevamo. Queste erano le mie piccole gioie.

Un giorno viddi Paco stanco, mogio, camminava trascinando le zampe. Questo malessere durò per due giorni, poi Paco si riprese perfettamente, quindi non diedi molto peso a questo episodio.

Poi un giorno come tanti, una passeggiata come tante al Valentino. Come sempre facevo fotografie a Paco e riguardandole mi accorsi che aveva qualcosa di differente rispetto al solito: sembrava avesse il “doppio mento”. Gli toccai la gola e sentii come delle “ghiandoline”, che prima non c’erano. Corsi subito da Simona a farlo visitare.

Paco fece diverse visite ed esami; Simona mi spiegò che nel giro di pochi giorni i linfonodi erano tutti ingrossati. Degli esami specifici confermarono la diagnosi di linfoma. E dire che fino a quel momento non sapevo neppure cosa fossero i linfonodi! Sapevo però cosa fossero i tumori, sapevo di parenti e amici che avevano avuto il cancro e, nonostante le cure, non era mai finita bene.

Fui indirizzato a un oncologo veterinario; su Torino avrei avuto diverse scelte. Feci diverse telefonate e la clinica con disponibilità immediata che più mi convinse era solo una, l’Anubi di Moncalieri. Li conobbi Sara, la loro oncologa. Fatti gli accertamenti, mi spiegò che il tumore di Paco era in stadio avanzato e diffuso. Si poteva fare la chemioterapia per donare a Paco, nel migliore dei casi, un anno di vita. Diversamente, con le sole terapie palliative, si sarebbe trattato solo di qualche mese. Nessuna speranza di guarigione. Quella volta mi misi a piangere, e purtroppo fu solo la prima volta di tante.

Conoscemmo all’Anubi tanti altri cani con brutte malattie. Alcuni dei quali volati sul Ponte dell’Arcobaleno nel periodo della chemio di Paco 🙁 Penso a volte che, se non altro, i cani hanno la fortuna di essere inconsapevoli di quel che hanno e di cosa li aspetta. E che, finché sono in forze, continuano a vivere giorno per giorno, nel “qui e ora”, come nulla fosse.

Furono sei mesi impegnativi, Paco se la vidde brutta, dimagrì molto, perse massa muscolare, le zampe posteriori iniziarono a cedere e temevo non avrebbe più recuperato anche vista l’età. Ogni giorno in più con lui era un dono. Ma una prima volta ne uscì. Finite le terapie, a fine 2016, iniziò a riprendersi. Per un anno restò libero dalla malattia, fu un bel anno per me e Paco il 2017.

Sono riconoscente a chi mi ha sostenuto e aiutato in questo periodo, con un pensiero gentile, venendo a trovarci, chiedendo come stesse Paco, contribuendo alla colletta per le spese mediche, venendo con noi all’Anubi durante le visite o le terapie. Ringrazio le dott.se Simona Toscano e Sara Tomassone, mia mamma, mio papà, mia sorella, le amiche Alice, Corinna “Aniu”, Cristina di Lara, Francesca “Kooma”, Maria Grazia. E tutti gli amici del Wild Fangs, anche se purtroppo ci siamo persi di vista.

Area cani dei sogni 🐾

Quando adottai Pacone, Torino poteva vantare tantissime aree cani, in molte delle quali siamo stati. Purtroppo col passare degli anni, nonostante ci fosse utenza, molte di queste aree cani sono state chiuse. Ricordo quella del Parco Michelotti oppure quella di Via Spalato. Quella di Via Muratori (Luigi Firpo) era sempre più mal frequentata e vandalizzata. Finché scoprii l’area cani del Parco delle Vallere, a Moncalieri.

Era un’area cani spettacolare, piena di alberi, verdissima e a sua volta circondata unicamente dal verde, da prati e da sentieri. Persino il parcheggio era pieno di alberi, le auto stavano sempre all’ombra. Accanto all’area cani inoltre era possibile imboccare un sentiero completamente alberato, quasi “romantico”, dove era possibile fare passeggiate con i cani.

 

Quando andavo con Paco era ancora ben frequentata. Era enorme, divisa in due, e lo spazio era così tanto che sinceramente non ho mai assistito a zuffe e nessun altro tipo di problema fra i cani anche quando erano tanti.

 

Paco si divertiva a corteggiare qualche femminuccia di suo gradimento oppure stava con me nella zona del tavolino. Quando c’era Lara, la seguiva per l’area cani nella sua perenne caccia agli scoiattoli. Ogni tanto però con Paco stavo fuori e lo lasciavo sgambare libero oppure facevo una passeggiata al guinzaglio lungo il vialetto alberato. Andare alle Vallere è stata una delle cose che davano sollievo a Pacone, durante il periodo della chemio.

L’area cani delle Vallere resterà un bellissimo ricordo. Per costruire un orrendo canale di scarico delle acque hanno devastato mezzo Parco delle Vallere. Il viale alberato è stato quasi tutto tagliato. Il parcheggio alberato non esiste più 🙁

Giardinaggio, brico e sport! 🪴

A Pacone piaceva moltissimo andare per magazzini. Così spesso lo portavo con me nei magazzini di giardinaggio, nei brico e negozi di articoli sportivi.

Uno dei primi posti in cui lo portai fu il Self di Via Genova a Torino. Un brico che frequentavo sin da ragazzino, li comprai il divano (per me ma anche per Paco, ovviamente) e molte cose belle per la casa e attrezzatura da bricolage. A Paco piaceva tantissimo curiosare fra gli attrezzi, annusava tutto. E tutti gli facevano i complimenti, perché era un cane tranquillo. I commessi non mancavano mai di farci qualche coccola.

Quel punto vendita purtroppo chiuse, ripiegammo sul Self di Moncalieri, giusto perché era vicinissimo all’area cani delle Vallere. Mi piaceva farlo posare per foto buffe, creative e colorate!

Mi capitava di andare anche al Decathlon, siccome i cani erano benvenuti portavo sempre con me Pacone.

Uno dei magazzini che abbiamo maggiormente frequentato fu il Viridea di Collegno. Gli piaceva perché era fornitissimo di giochini e tornavamo a casa sempre con qualche regalo. Poi era occasione di incontro di altri cani. Io mi divertivo sempre a comprare degli “addobbi” per Paco o a fargli delle foto buffe. Siamo andati spesso anche con Cristina e Lara al Viridea.

Quando andavamo con mia mamma, le chiedevo di farci delle foto assieme. Questa, per caso, resterà una delle foto più belle insieme a Pacone…

 

Matteo, Mirko e Tommaso 🐾

Frequentando i sentieri lungo il Po, conoscemmo Salvatore e i suoi tre cani Matteo, Mirko e Tommaso. Un anziano signore con tre cani grandi lasciati liberi e lasciati interagire con altri cani… qualsiasi altra persona si sarebbe messa a urlare, per me era una situazione da sogno!

Tre cani magnifici, un mix pastore anziano, molto tranquillo, Matteo. Un bellissimo rough collie, Tommaso “Tommy”. E un giovane mix di pastori (probabilmente del border collie), Mirko.

Trovavamo Salvatore e i suoi cani lungo la sponda destra del Po, meno frequentata, quindi con meno problemi con ciclisti, genitori, anziani e persone che in genere mal tollerano i cani sciolti. Iniziai ad andare di proposito su quel lato del fiume proprio per incontrare questi cani. Pacone andava molto d’accordo con loro. Con Mirko giocava in modo un po irruente, anche perché provavano a montarsi a vicenda, senza che nessuno “vincesse”. Quei cani erano dei gran nuotatori, con disinvoltura spesso scendevano a farsi una nuotata nel Po. E Paco li seguiva, con mio sgomento, perché il Po non è certamente noto per le sue acque cristalline ne per il suo profumo. D’altra parte sapeva nuotare bene e poi si rilassava e divertiva. Dopo la nuotata, di ritorno a casa passavamo per la fontanella (il Toret) del Valentino e risciacquavo Pacone. A volte con noi c’era anche Laretta, ma lei si guardava bene dal tuffarsi nel Po a nuotare!