Grazie Pacone ❤️

A dicembre 2017 i veterinari notarono nuovamente i linfonodi di Pacone ingrossati. Era la recidiva del Linfoma. Paco era già avanti con l’età, l’idea era quella di tentare qualche ciclo di chemio e così facemmo. Purtroppo Paco stette molto male, non reggeva più terapie così pesanti. Quella volta fece molta fatica a riprendersi, mi spaventai. Quindi si decise di proseguire soltanto con le cure palliative. Cure che comunque, già solo per il cortisone, non erano esenti da effetti avversi. E così Paco iniziò a camminare sempre peggio, avere sempre più problemi di vista, prendere infezioni. Inoltre era comunque un cane di 14 anni.

I primi mesi andavamo ancora al bar, al Valentino, al Viridea. Ma iniziava ad avere problemi alle zampe. Le passeggiate iniziarono a essere sempre più corte, finché faticava anche a uscire da casa per arrivare in strada a fare i bisogni. Dovevo portarlo fuori con un imbrago, facevo molta fatica. Anche in casa era sempre meno attivo.

Cercavo di tenerlo impegnato con palline, scoiattolo, ossetti, cose con cui potesse giocare e tenersi impegnati senza doversi alzare e faticare. Finché ce la faceva, lo portavo a casa di mia madre e mia nonna, lui era felice di queste piccole cose.

Ero sempre più triste, stanco, a volte persino arrabbiato: avevo un atteggiamento negativo nei confronti della malattia e della vecchiaia di Pacone. Non riuscivo ad accettare tutto questo: mi ero goduto il mio primo cane per così pochi anni e anche lui aveva fatto una vita piena di problemi.

Paco sentiva e pativa questo mio atteggiamento. Poi, vuoi il corso SIUA dove si parlò di cani anziani, vuoi l’aver preso atto e accettato la situazione, un giorno me ne feci una ragione. Paco se ne rese conto immediatamente, tornò subito sereno e affettuoso, purtroppo solo due giorni dopo volò sul Ponte dell’Arcobaleno 🌈

Lo ringraziai di tutto, è stato un gran cane. Sicuramente resta qualche rimpianto, mi sono chiesto spesso se avessi potuto fare di più, e come sarebbe stato se lo avessi conosciuto prima. Ma non rimpiango di aver scelto proprio lui, potessi tornerei indietro e rifarei tutto!

Di Pacone mi manca la sua compagnia discreta, mi mancano i suoi baci, mi manca potergli fare tutti quei “dispettucci” e scherzi che lui accettava di buon grado mettendola sempre sul gioco, mi manca portarlo al guinzaglio o sciolto in passeggiata perché, a dispetto di quel che pensavo inizialmente, era veramente bravo su queste cose!

Linfoma 🦠

Nel 2015 andava tutto meravigliosamente bene e speravo potesse proseguire così per sempre. Paco iniziava a essere anzianotto ma era in forma, faceva ancora salti da fermo di un metro per salire in un solo balzo sul tavolino dell’area cani. Ero riuscito a portare a termine il corso SIUA con Paco ed ero appena diventato Educatore Cinofilo. Avevo conosciuto di persona la mia amica Corinna “Aniu” e i suoi cani. Paco era finalmente diventato un cane felice, affidabile, potevo lasciarlo libero, con l’auto andavamo dove volevamo. Queste erano le mie piccole gioie.

Un giorno viddi Paco stanco, mogio, camminava trascinando le zampe. Questo malessere durò per due giorni, poi Paco si riprese perfettamente, quindi non diedi molto peso a questo episodio.

Poi un giorno come tanti, una passeggiata come tante al Valentino. Come sempre facevo fotografie a Paco e riguardandole mi accorsi che aveva qualcosa di differente rispetto al solito: sembrava avesse il “doppio mento”. Gli toccai la gola e sentii come delle “ghiandoline”, che prima non c’erano. Corsi subito da Simona a farlo visitare.

Paco fece diverse visite ed esami; Simona mi spiegò che nel giro di pochi giorni i linfonodi erano tutti ingrossati. Degli esami specifici confermarono la diagnosi di linfoma. E dire che fino a quel momento non sapevo neppure cosa fossero i linfonodi! Sapevo però cosa fossero i tumori, sapevo di parenti e amici che avevano avuto il cancro e, nonostante le cure, non era mai finita bene.

Fui indirizzato a un oncologo veterinario; su Torino avrei avuto diverse scelte. Feci diverse telefonate e la clinica con disponibilità immediata che più mi convinse era solo una, l’Anubi di Moncalieri. Li conobbi Sara, la loro oncologa. Fatti gli accertamenti, mi spiegò che il tumore di Paco era in stadio avanzato e diffuso. Si poteva fare la chemioterapia per donare a Paco, nel migliore dei casi, un anno di vita. Diversamente, con le sole terapie palliative, si sarebbe trattato solo di qualche mese. Nessuna speranza di guarigione. Quella volta mi misi a piangere, e purtroppo fu solo la prima volta di tante.

Conoscemmo all’Anubi tanti altri cani con brutte malattie. Alcuni dei quali volati sul Ponte dell’Arcobaleno nel periodo della chemio di Paco 🙁 Penso a volte che, se non altro, i cani hanno la fortuna di essere inconsapevoli di quel che hanno e di cosa li aspetta. E che, finché sono in forze, continuano a vivere giorno per giorno, nel “qui e ora”, come nulla fosse.

Furono sei mesi impegnativi, Paco se la vidde brutta, dimagrì molto, perse massa muscolare, le zampe posteriori iniziarono a cedere e temevo non avrebbe più recuperato anche vista l’età. Ogni giorno in più con lui era un dono. Ma una prima volta ne uscì. Finite le terapie, a fine 2016, iniziò a riprendersi. Per un anno restò libero dalla malattia, fu un bel anno per me e Paco il 2017.

Sono riconoscente a chi mi ha sostenuto e aiutato in questo periodo, con un pensiero gentile, venendo a trovarci, chiedendo come stesse Paco, contribuendo alla colletta per le spese mediche, venendo con noi all’Anubi durante le visite o le terapie. Ringrazio le dott.se Simona Toscano e Sara Tomassone, mia mamma, mio papà, mia sorella, le amiche Alice, Corinna “Aniu”, Cristina di Lara, Francesca “Kooma”, Maria Grazia. E tutti gli amici del Wild Fangs, anche se purtroppo ci siamo persi di vista.